Mettiamo subito le cose in chiaro. Tony Sandoval è un fenomeno.
Un talento straordinario proveniente dal nord del Messico che in Italia si sta facendo conoscere attraverso la Tunuè che nel 2011 ha pubblicato Il Cadavere e il Sofà e che in queste settimane ha rilasciato la sua ultima fatica intitolata Nocturno.
Un talento straordinario proveniente dal nord del Messico che in Italia si sta facendo conoscere attraverso la Tunuè che nel 2011 ha pubblicato Il Cadavere e il Sofà e che in queste settimane ha rilasciato la sua ultima fatica intitolata Nocturno.
Il protagonista è Seck, un ragazzino che suona in un gruppo metal e che in seguito alla morte violenta del suo migliore amico, impazzisce scoprendosi così legato a uno spirito-demone che lo aiuterà a portare a compimento la sua vendetta. Nel mezzo di questa rivincita anche il suo legame con Karen, la sua amata: uniti dal fato ma (forse) destinati a stare lontano. Se la storia ha un che di già sentito o già visto, è perché effettivamente lo è: pronipote di personaggi come Sandman o il Corvo (ma allo stesso tempo lontano anni luce per complessità e profondità di carattere), Seck, la sua maschera nera e i demoni interiori non riescono ad avere un sufficiente impatto emotivo sul lettore che si ritrova così a leggere una buona storia ma restandone in qualche fuori. La sensazione è appunto quella di leggere una storia, non di viverla. Un mero spettatore che assiste con freddezza e distacco a quello che avviene sulla pagina.
La relazione stessa con Karen è fiacca, priva di alcuna forza emozionale: indubbiamente ci sono una serie di spunti interessanti da cui partire ma che non vengono mai sviluppati, rimanendo a macerare nel limbo galleggiante delle idee.
E allora perché Tony Sandoval è un fenomeno?
Date un’occhiata ai disegni e lo capirete. Nelle oltre 200 pagine di Nocturno, Sandoval si sposta con naturalezza da tecniche completamente diverse tra loro assoggettandole in funzione della storia (tra flashback e passaggi emotivi): tavole affrescate ad acquarello, tratteggi a matita in bianco e nero – coadiuvato da un tocco di rosso -, pennellate morbide e materiche che simulano dei colori acrilici (e invece, magia, sono realizzate a computer), monocromatismi e tratti secchi e scolpiti di pennino. Sandoval spicca per la sua sensibilità cromatica e la sua paletta colori ce lo dimostra: armonica, perfettamente bilanciata tra colori sporchi e desaturati e colori puri e vividi che ben si insinuano l’uno dentro l’altro. Questo autore messicano ha delle capacità tecniche altissime, si dimostra in grado di sapere padroneggiare diverse tecniche e di conoscere la teoria del colore in maniera completa. Tra i suoi riferimenti più espliciti, sia per struttura delle forme che per miscelazione del colore, ci sono i grandi maestri sudamericani, Carlos Nine su tutti (oltre naturalmente a Breccia e Muñoz).Cosa ci resta dunque di questo Nocturno? Una storia fragile e incapace di affondare il colpo sopperita da un comparto visivo di tutto rispetto: sicuramente un prodotto del genere è destinato a entrare nelle librerie degli addetti ai lavori più che a un pubblico di appassionati, in virtù anche di un prezzo piuttosto importante di 22 euro. Intendiamoci, il prezzo è giusto e in linea con i prezzi di mercato: si tratta, come detto, di 200 e passa pagine a colori stampate con un’ottima qualità. Ma sicuramente non si tratta di un prezzo “popolare”. Per i tre quarti dei lettori medi 22 euro rappresentano un piccolo “investimento” e a fronte di una storiella tutto sommato dimenticabile, questo Nocturno rischia di precipitare nel dimenticatoio.
Ingiustamente.


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